Il Ponte

Associazione Culturale - Pollenzo


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Karma, Tenzin, Tseten - per conoscere e per non dimenticare

Tashi Delek,

da molto tempo desideravo visitare il Tibet in India; a luglio decido che era giunto il momento per un viaggio alla scoperta di un mondo diverso, per me nuovo e a cui sono particolarmente legato da tempo. Ma oltre agli aspetti di carattere turistico e culturale, alla base vi sono elementi ancora più importanti che mi hanno portato ad intraprendere questa via: sono sponsor a distanza di Karma Rapten, un ragazzo di 17 anni che vive presso il Tibetan Homes Foundation di Mussoorie e questa la possibilità di incontrarlo e conoscerlo personalmente. Il viaggio ha inizio doveroso con la visita di Mc Leod Ganj vicino a Dharamsala nell'Himachal Pradesh, una cittadina arroccata a 1700 mt. dove risiede il Dalai Lama ed il governo tibetano in esilio. L'atmosfera qui è particolare pur se il monsone insiste con le sue frequenti piogge; ovunque si incontrano tibetani di ogni età che durante il trasferimento verso il tempio o stando tranquillamente seduti davanti ad un negozio che vende pezzi di artigiano o prodotti tipici, sgranano in preghiera il loro mala confrontandosi o semplicemente chiacchierando con monaci e passanti in piena cordialità e rilassatezza. La sensazione che istintivamente mi assale è quella di un popolo cacciato dalle proprie terre, dalle loro case, che si sta adattando sempre di più a vivere "da rifugiato" senza che nessuno se ne preoccupi; da occidentale traduco sofferenza. Invece quanto più mi resterà è il sorriso di queste persone, la gentilezza, la cordialità, che sono sempre accompagnati da occhi che trasmettono luce, calore e forza. I giorni passano velocemente tra le visite al tempio piuttosto che cercando ed acquistando oggetti che potranno abbellire di ricordi ed emozioni il mio ritorno; i prodotti che qui vengono realizzati sono splendidi, pieni di colore, ricchi nella loro semplicità, ma soprattutto messaggeri di pace e bontà. Artigianato tipico, sciarpe e scialli di lana, gioielli, tanka, addobbi di preghiera ed incensi alle erbe, riempiranno il mio bagaglio per prolungare queste sensazioni. Nei giorni qui trascorsi è stato possibile conoscere tante storie, ma una in particolare ha destato un sentimento di impotenza: fuggire dal Tibet a 16 anni, ritornare nel proprio paese per il bisogno della famiglia, essere imprigionati per 6 mesi, soffrire e decidere di scappare nuovamente attraversando le montagne a piedi per 24 lunghi e faticosi giorni e per fare ritorno in questa oasi di aiuto, di speranza e di possibile partenza per una nuova vita: il suo nome è Tseten Dolkar, 28 anni; non può telefonare o scrivere alla propria famiglia oggi, in quanto la censura ed il controllo cinese, farebbero scattare misure "correttive" nei loro confronti. Soprattutto in questo momento dove, in vista delle prossime Olimpiadi, i cinesi hanno ulteriormente rafforzato i controlli sia delle comunicazioni che delle frontiere ed il possibile passaggio attraverso le montagne in cerca di libertà. Lo stesso Nepal da sempre "amico" dei tibetani, sta lentamente cambiando ed avvicinandosi sempre più all'impero della via di mezzo. Diceva in un sua frase prima dei saluti, che il più grande desiderio è poter continuare a studiare l'inglese, perchè questo le permetterà di muoversi e conoscere il mondo e tanta gente che potrà aiutare lei e la causa tibetana. A presto Tseten, buona fortuna ed ogni bene per il tuo futuro.

Da Dharamsala e con un viaggio interessante attraverso città e villaggi indiani, immagini di un mondo diverso, ma altrettanto vivace e colorato, raggiungo Mussoorie nello stato dell'Uttaranchal, cittadina molto conosciuta e meta di turismo indiano per eccellenza. Anche qui il monsone dimostra la sua forza e forse si manifesta in maniera ancora più violenta; le forti piogge persistono quasi ogni giorno e per tutto il pomeriggio, facendo abbassare le temperature fino a 13° C. durante la notte (a Delhi in questo momento ci sono 40° C. !!!); una fitta nebbia ricopre costantemente la valle e la città di Dehra Dun e si ha l'impressione di camminare sulle nuvole, ma nonostante le condizioni climatiche avverse e la necessità di salire fino a 2200 mt., sento sempre più intensamente avvicinarsi il momento atteso ed oggetto del mio viaggio: l'incontro con Karma Rapten, la sua scuola, la sua casa e la sua vita. Grazie all' aiuto di Roberta di Asia Onlus a Roma, avevo precedentemente contattato Kalsang Nyamgal segretario della scuola di Mussoorie, annunciando la visita ed avanzando la richiesta di poter visitare la scuola dove il ragazzo sta studiando. L'incontro avviene nel suo ufficio dove ricevo informazioni sull'organizzazione, i tipi di preparazione degli alunni, le attività svolte dai ragazzi, copia della pagella dell'ultimo esame di Karma ed i programmi delle vacanze che inizieranno nel prossimo dicembre e che termineranno a marzo. Complimenti Karma, primo della classe !!! Anche in questo caso, ciò che più mi ha colpito è stata la semplicità nell'esposizione dei contenuti e nel dialogo, nell' affetto e nel calore dimostrati; persone che non si sono mai incontrate, ma che in un attimo generano un ambiente di piacevole benessere ed umanità. Momento emozionante quando allo scambio dei doni Kalsang mi porge la kata: nonostante conoscessi la tradizione ed avessi visto molte volte compiere questo gesto, è stata per me la prima volta che ho potuto riceverla personalmente. Sono poi stato affidato a Tsering Youdon la quale ha aperto la porta all'incontro con Karma. Ed è stato un istante veramente speciale. Dapprima ha giocato la timidezza da ambo le parti, ma poi lentamente il rapporto ha iniziato ad aprirsi in maniera spontanea, rilassata, semplice e mano a mano che il tempo passava, il nostro dialogo si è fatto sempre più fitto con domande, richieste, informazioni sulle nostre rispettive vite, sulle nostre esperienze, sul nostro futuro. Karma ha lasciato 8 anni fa la sua famiglia che vive tuttora in Tibet; oggi è un giovanotto robusto ed in salute, allegro ed interessato a tutti gli aspetti della vita; non conosce la sorellina nata da poco tempo, riesce a comunicare comunque con i genitori ed ha uno zio che da tempo vive a Dharamsala e che lo consiglia nelle sue scelte; lo stesso aveva indicato al ragazzo la possibilità di raggiungere il THF dove avere un'opportunità, un futuro diverso da quello che avrebbe incontrato rimanendo in Tibet. Abbiamo insieme visitato la scuola, l'aula di musica dove suona il suo strumento preferito, raggiunto il tempio e camminato fino al punto più alto dove sono presenti le bandiere di preghiera. Il giorno successivo invece è stato possibile visitare la Home nr. 4 dove Karma vive con altri 20 tra ragazzi e ragazze, conoscere i "genitori", vedere come tutti partecipino alla "vita della casa attivamente" e soprattutto stringere la mano a Tenzin Chomphel il suo migliore amico. Siamo in seguito partiti per una visita ad un parco vicino alla sua abitazione ed saliti fino alla cima più alta di Mussoorie in mezzo alla natura più sconfinata ed ai piedi dell'Everest. Non ero mai salito così in alto e non avevo mai provato l'ebbrezza di un burrone scosceso sotto i miei piedi, avvolto dalla nebbia, fradicio dalla pioggia, ma la presenza di Karma e del suo migliore amico hanno generato in me un'emozione mai provata prima e difficilmente narrabile. Un muro di una costruzione diroccata ci ha permesso di scrivere i nostri nomi con pezzi di mattone e Karma li ha riprodotti con i vari stili di scrittura tibetani (ci sono almeno 6 stili riconosciuti nella loro cultura). Spero rimarranno a lungo, saranno sempre il ricordo di un momento ineguagliabile. Poi un ultimo saluto alla famiglia, ai compagni della casa, ancora una foto nella zona dove si studia ed al panorama di giungla e di montagne che circonda la Home. Un ultima foto insieme con Karma ed un arrivederci a presto, spero molto presto.

Torno da ogni mio viaggio arricchito; ogni viaggio è confronto, scoperta e crescita, anche se la meta non è chiara fino al ritorno a casa; ma torno da Mussoorie, da Karma e da tutte le persone che ho incontrato, ancora più ricco di quanto potessi immaginare. Da "comodo" occidentale ho sofferto nel vedere e percepire queste situazioni che possono essere definite incredibili nella nostra società o per chi come noi vive il nostro quotidiano lusso, nella ricerca di globalizzazione e dove, se siamo onesti, non manca proprio nulla. L'impossibilità di vedere riconosciuta la propria identità, di viaggiare fuori da precisi confini, di non poter tornare a casa o di toccare i propri famigliari, sono condizioni che nessun essere umano merita.

Ma in effetti ancora una volta ho potuto constatare direttamente che solo la semplicità, la bontà, la disponibilità e la generosità, possono procurare sentimenti e sensazioni di benessere e pace, forza e coraggio in noi stessi. Forse dovremmo veramente correre ai ripari prima che sia troppo tardi e non trascurare un pensiero tra i tanti colti in questa esperienza che ogni volta che farai qualcosa di buono per qualcuno, proverai gioia e serenità in te stesso.

Tutto il bene possibile per loro e per chi leggerà questa storia.

Nota conclusiva: vorrei in futuro organizzare un evento durante il quale mostrare alcune delle foto scattate e raccontare con maggiori dettagli questa mia esperienza; sarà l'occasione per coinvolgere altre persone e raccogliere un po' di aiuto per questa causa, soprattutto per fare in modo che sempre più persone conoscano e per evitare che ci si possa dimenticare.

mario ciravegna

pollenzo, 25 luglio '08







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